ISG Edizioni


Iscriviti alla NEWSLETTER per ricevere tutti gli aggiornamenti ISG

 

Contatti


Carrello vuoto!

 Totale: 0




Storia della salvezza
Commenti alla Bibbia
Intorno alla Bibbia
Pregare in famiglia
Interrogativi
Catechesi
Spiritualità del terzo millennio
Con Maria
Le storie di Don Villa
Chiamati alla fede
Liturgia e vita
Racconti per riflettere
Promozione
Mondo giovani
La Parola si fa storia
Mondo piccolo
Diaconia


-

 

Claude e Jacqueline Lagarde

Catechesi biblica simbolica

la catechesi della tradizione e del futuro

INDICE:

  • PRESENTAZIONE (M. Gabriella De Gennaro Pellegrini)

      Catechesi biblica simbolica 

      Pedagogia della parola

      L’uomo esteriore

      I simboli

      L’uomo interiore 

      Una catechesi nuova e affascinante

      Gli autori

      Contenuto del libro 
       

  • NARRAZIONE SIMBOLO
    ECO DI UNA PAROLA CHE SALVA  (Dario Vivian)

      1. L’evento fondante: il grido della Pasqua

      Il silenzio dell’inizio

      Nasce la fede 

      Kerygma e catechesi

      2. L’eco della Parola: attualità dell’evento 

      Moltiplicare i racconti

      La dimensione pro-vocante

      La dimensione in-vocante 

      Alterità e inculturazione della fede

      3. Tripla eco per un’unica parola

      Narrare più che argomentare

      La Trinità è una storia

      Quando narrare è vita

      4.La comunicazione simbolica - Cristo simbolo di Dio

      Gesù simbolo dell’uomo

      5. Narrazione e simbolo

       

  • CATECHESI BIBLICA SIMBOLICA (Claude e Jacqueline Lagarde)

      Crisi d’interiorità

      L’interiorità cristiana

      Pedagogia dell’interiorità

      La parola, essenziale per la fede cristiana

      La catechesi è parola dall’interno

      I quattro sensi

      La Parola che viene dall’amore di Dio

      I “livelli della parola”

       La memoria (Blu)

       Il confronto (Verde)

       L’interrogativo critico (Rosso)

      Il senso figurato (Giallo)

      Il senso esistenziale

      Essere unificati

      Il Peccato Originale

      Dio nel tempo

  • LE NOZZE DI CANA

      Il racconto

      Cambiare occhiali

      Decostruire e ricostruire

      Quanta acqua!

      Storie di acqua

      Ricostruzione interiore

      Credere o sapere?

      L’immagine delle nozze

      Meditazione

      Unificati dalla Bibbia

      La madre di Gesù

      L’acqua dalla roccia

      L’acqua interiore

      Storia e simbolo

      Storico e simbolico: le due facce della vita

      Le “stessissime” parole di Gesù

      La Samaritana: compimento dell’Antico Testamento

      Che tipo di pozzo?

      L’acqua in noi

  • PEDAGOGIA DELLA CATECHESI BIBLICA SIMBOLICA

      Raccontare per collegare

      Fotografare il vangelo

      Legare insieme le immagini

      Come scegliere i racconti

      Attendere con pazienza

      Fare collegamenti intelligenti

      La ricostruzione interiore

      La fede dell’adolescente

      Il giardino segreto

      Non è la statura che fa l’adolescente

      Costruire il “giardino segreto”

      Dio nella vita

      Dio è scomodo?  (dibattito)

      Dio è amore esigente

      Le Beatitudini

  • APPENDICI

Sequenza per i fanciulli  (6-8 anni)

Sequenza per il II° ciclo elementare  (9-11 anni)

Sequenza per giovani adolescenti  (Dio è scomodo?)

Allegato A

Allegato B


PRESENTAZIONE
di Gabriella Pellegrini

Catechesi Biblica Simbolica

Mi sono imbattuta nella Catechesi Biblica Simbolica quando stavo cercando un modo efficace, corretto e significativo di fare catechesi con il Vangelo. Quell’anno l’Equipe Ephéta per la Catechesi Biblica Simbolica, fondata e animata da Claude e Jacqueline Lagarde, festeggiava i 20 anni dell’associazione con un convegno internazionale a Parigi. Incuriosita dal fatto che questa proposta catechistica utilizza le Scritture come contenuto degli incontri di catechesi fin dalle prime classi elementari, mi sono iscritta al convegno, pensando che in ogni caso avrei fatto una bella vacanza a Parigi. L’incontro è stato decisivo. Ormai da più di cinque anni nella nostra diocesi la proposta dei coniugi Lagarde trova sempre maggiori consensi, innanzitutto tra i catechisti perché vedono rinascere l’interesse dei ragazzi e di conseguenza tra i genitori, incuriositi per il lavoro dei figli, tanto diverso da quello a cui erano abituati.

Pedagogia della parola

L’approccio trova il suo fondamento nella catechesi dei Padri della Chiesa, con la sua peculiarità biblica e le sue radici ebraiche, che ne fanno una vera pedagogia della parola. È proprio l’educazione della parola l’obiettivo che si vuole raggiungere. Con la parola infatti diamo senso alla nostra vita: essa è il modo umano di legarsi, dall’interno, al mondo, agli altri, a noi stessi e naturalmente a Dio. Esprime l’orientamento che desideriamo dare alle situazioni di vita e manifesta ciò che abbiamo dentro, la nostra interiorità. L’atto verbale è espressione dell’anima e caratterizza l’essere umano, ma la parola è divina prima di essere umana. Certo essa può anche essere menzognera, doppia, melliflua o vendicativa, ma educata a poco a poco, a contatto con la Parola di Dio, diventa capace di “dire” la Bibbia e la liturgia per illuminare e nutrire la propria esperienza umana (parola biblica esistenziale) narrata alla maniera di un racconto di Alleanza, attraverso le immagini biblico-liturgiche contenute nelle Scritture.

La parola può ridire il mondo esterno, e solo quello, allora è strutturata secondo le logiche di quaggiù, oppure sgorga dal cuore di Dio, all’interno del cuore stesso dell’uomo. Il bambino con il suo pensiero concreto - parola concreta - può soltanto far corrispondere una parola ad ogni cosa che lo circonda; il progetto è quello di farlo accedere - una volta adulto credente - alla parola d’amore che illumina e dà senso al dono di sé, alla Croce. Se, infatti, la parola è associata al pensiero, modificando la parola modifichiamo anche il pensiero. Il catechista non si chiede “Come spiegherò la lezione ai ragazzi?”, ma “Come potrò favorire uno scambio di parola in verità?” Così nel corso della sua iniziazione il fanciullo, poi ragazzo, adolescente e adulto, è chiamato ad attraversare tre diversi universi mentali.

L’uomo esteriore

Il primo è quello dell’uomo esteriore, il mondo dell’esteriorità in cui ci esprimiamo al primo grado delle parole; fino a otto anni il fanciullo può esprimersi solo così. In catechesi impara a conoscere i racconti più importanti del Primo e del Nuovo Testamento, ad amarli e a raccontarli per se stessi, perché non gli sono presentati per illustrare un valore o un’idea. Non appena egli conosce più di un racconto, è capace di metterli a confronto, di cogliere le immagini simili e quelle opposte, anzi è incoraggiato a far questo dalla scelta dei racconti e dal modo di raccontarli. Stabilire dei rapporti tra racconti è già un atto spirituale, un atto d’intelligenza e di libertà personale. Ma sebbene la provenienza sia interiore, il fanciullo – e spesso anche l’adulto – si pone ancora in esteriorità; però questa parola comincia a formare lo spirito - l’interiorità - che deve svilupparsi e riempirsi di immagini in cui Dio vive e parla. Il bambino impara pertanto ad unire i due Testamenti, tra loro e con la sua esperienza quotidiana, dando così vita alle Scritture.

Verso i nove anni arriva il giorno in cui l’uno o l’altro dei racconti biblici cominciano a creare qualche problema. Sembrano “difficili da credere”, per i fatti inverosimili che raccontano – miracoli ed eventi straordinari – o per l’“immoralità”  che sembrano presentare – Dio, che ordina di non uccidere, proprio Lui uccide i primogeniti degli Egiziani! Se questa parola critica non viene coltivata, si degrada e “marcisce” fino al rifiuto di tutta la Bibbia, spesso insieme alle “cose di chiesa”.

I simboli

È allora necessario il passaggio al secondo grado, bisogna operare una ricostruzione spirituale del testo biblico e della liturgia. Il senso proprio di un’immagine biblica o di una formula liturgica nasconde uno o più sensi figurati, uno o più sensi spirituali. Il ragazzo scopre così il secondo universo mentale, quello simbolico dell’interiorità biblica, impara a scavare il campo delle Scritture, affina la sua parola, acquisisce una capacità poetica, essenziale alla catechesi cristiana  che è risonanza e che l’iniziazione fa praticare nel campo biblico-liturgico. Fino a undici anni i ragazzi, accompagnati in questo percorso attraverso le bizzarrie del linguaggio biblico-simbolico, sono invitati a cercarle e ad esprimerle, per condurle alla preghiera. Il ragazzo è incoraggiato a interrogare Dio, a dirgli il suo stupore e le sue difficoltà. Impara a situarsi in un’attitudine di fede e di ascolto della Parola. Se ben aiutato, a poco a poco accede alla parola metaforica e forse inizia anche a balbettare un significato secondo, all’una o all’altra delle immagini bibliche o liturgiche. In catechesi si utilizzano giochi espressamente creati per permettere una parola personale; la domanda, non appena posta, viene annotata, discussa da tutti e poi illuminata da un altro racconto biblico, un gesto liturgico o semplicemente da un’informazione che utilizza altrimenti l’immagine contestata. Il serpente parla ad Eva nel giardino di Eden, ma il Tentatore non ci parla ancora oggi?

L’uomo interiore

L’universo mentale dell’uomo interiore, presuppone una parola biblica esistenziale. Questa comincia ad esser possibile con l’adolescenza, quando la presa di coscienza della fragilità, le incomprensioni, le difficoltà di relazione tipiche di quest’età, provocano vuoto o solitudine, in cui anche il Dio dell’infanzia non trova più posto. Nei racconti biblici l’adolescente non è più attento alle immagini, ma scopre le relazioni dei personaggi tra loro, può perfino riconoscersi in alcune situazioni, se raccontate in catechesi in modo esistenziale. Finché non si installa la nuova parola biblica esistenziale, continuano il malessere e il disagio; è quindi necessaria una catechesi adatta, capace di far entrare i giovani adolescenti nella storia biblica dell’Alleanza. Viene allora proposta una catechesi di progetto. I giovani organizzati in gruppi di dodici circa, diversi per sesso, indole e abitudini, vivono insieme delle esperienze, dei progetti in cui ogni membro s’impegna ad assumere una responsabilità precisa e limitata nel tempo. Non si tratta essenzialmente di attività religiose, anche se possono esserlo, ma di scelte diversificate fatte dal gruppo, per arrivare a scoprire che la parola di fede deve uscire dal solo contesto religioso per investirsi nelle relazioni umane. Il gruppo dovrà rileggere regolarmente e in verità la sua storia relazionale; l’animatore s’impegna a introdurre Dio nel racconto che diventa una storia di Alleanza: Dio parla al cuore delle relazioni. La parola esistenziale, orientata verso il Signore, diventa allora biblica, perché i giovani associano la Bibbia e ciò che hanno vissuto insieme. La preghiera aiuta: quando i giovani sono capaci di pregare gli uni per gli altri su punti precisi, avanzano nella loro relazione con Dio. La barca dei discepoli sta affondando, anche il gruppo spesso rischia di affondare, ma come i discepoli i giovani svegliano Gesù, lo pregano di aiutarli a non affondare e subito il vento cessa, la tempesta si placa!

Fondamentale diventa quindi il rispetto dei diversi “livelli di parola”. La Catechesi Biblica Simbolica codifica i vari livelli con dei colori.

Blu: è la memoria dei testi e delle immagini. Non è possibile andare oltre se non si conoscono i brani biblici.

Verde: i confronti. L’animatore aiuterà questa parola, raccontando nel “verde”, cioè accentuando le immagini che tornano nei diversi racconti. Fino a otto anni un fanciullo può esprimere solo questi due livelli di parola. Sarà in grado di riferire dei racconti, di confrontarli, di creare e di pregare nel “blu” e nel “verde”.

Rosso: la domanda. Tra i nove e gli undici anni si accolgono e incoraggiano gli interrogativi posti dal testo: i ragazzi raccontano, creano e pregano nel “rosso”.

Giallo: significato simbolico. L’animatore aiuta la ricostruzione interiore, che verrà solo all’adolescenza, facendo balenare la possibilità di un significato altro: “E’ strano, forse si dice così, ma vuol dire qualcos’altro”

Una catechesi nuova e affascinante

L’adulto è già nella parola esistenziale, è immerso nella vita. Egli acquisisce rapidamente i primi livelli di parola a partire dalle Scritture e accede abbastanza presto alla parola biblica esistenziale. La catechesi diventa affascinante, sorprendente e permette passi da gigante anche a chi ignora tutto della Bibbia. Questo approccio permette di avanzare nel cammino di fede, apre orizzonti inaspettati e una comprensione sempre nuova della Parola, che così nutre la preghiera e dà senso alla vita. Infatti seconda la nostra esperienza la Catechesi Biblica Simbolica “fa maturare la conversione iniziale, fino a farne una viva, esplicita e operativa confessione di fede" (DGC n° 82)

Per saperne di più ci si può rivolgere alle molte pubblicazioni dei coniugi Lagarde, in particolare i tre volumi di sequenze catechistiche, per le diverse età. “Bible parole d’amour” edito nel 2000 da Bayard, Parigi, si può considerare invece il compendio della loro ricerca ultra trentennale sul campo. In questo volume di circa quattrocento pagine, si trovano i fondamenti teologici, biblici e patristici della scelta operata, insieme a quelli antropologici e pedagogici. Nel 2001 è apparso a Liegi per le Editions Publi-Art 2000, un volumetto, più agevole e facile, intitolato “Catéchèse et prière” (“Catechesi e preghiera”) di cui il Gruppo Emmaus di Vicenza ha curato la traduzione, pubblicato dalle edizioni Messaggero di Padova con la presentazione del vescovo di Vicenza, monsignor Pietro Nonis.

Gli autori

Claude e Jacqueline Lagarde sono gli autori di un percorso catechistico approvato dai vescovi francesi. Esso è frutto della loro ricerca sul campo iniziata da più di trent’anni e ancora in corso, attraverso verifiche continue del lavoro di formazione dei coordinatori della catechesi, in Francia e in molti paesi francofoni.

Da alcuni anni i coniugi Lagarde tengono i loro incontri di formazione anche a Vicenza, dove la loro proposta sta suscitando l’interesse sempre più diffuso delle parrocchie  della diocesi e di diocesi confinanti.

Contenuto del libro

Il libro si apre con un articolo di don Dario Vivian, direttore dell’Ufficio per l’Evangelizzazione e la Catechesi della diocesi di Vicenza. Dario Vivian pone l’accento sulla validità dell’approccio narrativo e simbolico alle Scritture: è più facile dire chi è Dio, raccontando ciò che egli ha fatto per il suo popolo. La modalità simbolica, inoltre, favorisce l’incontro nella comunicazione della fede, perché invita ad accoglierla a livello interiore.

Claude e Jacqueline Lagarde presentano un’introduzione alla catechesi biblica simbolica e alcuni esempi concreti di catechesi per adulti e ragazzi, a partire dal racconto giovanneo delle nozze di Cana. I testi sono frutto della trascrizione di conferenze tenute a Vicenza. Il linguaggio è parlato, immediato e vitale. Gli autori si esprimono a volte in prima persona singolare - quando riferiscono un’esperienza individuale - oppure al plurale, quando le affermazioni sono frutto di una riflessione di coppia.

Entra qui per acquistare il libro.

 

 

-


 Nome Utente
 
 Password
 



Password dimenticata?